Damiano La Rocca«Volevo fare qualcosa che mi consentisse di passare più tempo a Catania, perlomeno d’estate, così ho cercato un settore che non fosse ancora sfruttato». Damiano La Rocca, ventiseienne catanese, vive a Londra da quando ne aveva 18. In otto anni ha svolto mille lavori, conseguito una laurea in “gestione delle imprese turistiche internazionali” ma, soprattutto, ha fondato Seable, un vero e proprio tour operator per disabili. «La mia tesi di laurea – racconta – tratta lo sviluppo del turismo sostenibile in Sicilia; una parte è sull’accessibilità. Questo, unito al fatto di avere mio padre che fa subacquea per disabili, mi ha dato l’idea di organizzare questo tipo di vacanze in Sicilia». Damiano si occupa di tutti gli aspetti del viaggio, dall’organizzazione all’accompagnamento dei suoi ospiti (tutti stranieri), cui fa praticare molteplici attività: si spazia dalle escursioni sull’Etna con i vulcanologi, alle gite gastronomiche. Tra le attività più richieste quelle sportive: windsurf, moto d’acqua, guida con i fuoristrada sull’Etna, per citarne alcune.

«Spesso – continua – far praticare sport a persone disabili è meno complesso di quello che si pensa. Ad esempio la canoa, per un non vedente, è una cosa relativamente semplice, basta che lui stia dietro. Il fatto è che nessuno pensa: come faccio a far praticare la canoa a un cieco?». L’attività di Seable ha richiesto un lungo lavoro preliminare, durato circa un anno e mezzo, che ha portato alla creazione di un pacchetto, con destinazione Catania, personalizzabile a seconda delle esigenze, gli interessi e le disponibilità degli ospiti. «Durante le fasi di preparazione è stato molto utile il supporto della mia università (la London Metropolitan University ndr) che, attraverso un dipartimento di sviluppo per idee degli studenti (il progetto Accelerator London) mi ha offerto la possibilità di partecipare a seminari su come impostare, ad esempio, il dipartimento marketing o la contabilità». Sul nostro territorio, invece, Damiano ci spiega come trovare un supporto sia più difficile: «In Sicilia non ho praticamente nessun appoggio a parte la charity di mio padre. In passato avevo provato a stipulare convenzioni con gli alberghi, tuttavia, quando sono tornato a Londra e ho mandato delle e-mail non s’è fatto vivo più nessuno».

Se il rapporto con il territorio è a volte complicato, lo stesso non si può dire di quello con le professionalità cui Damiano si appoggia per le attività sull’isola. «Una delle persone con cui lavoro è un ragazzo di Acitrezza che fa corsi di windsurf. Si tratta di uno sport particolarmente adatto ai non vedenti perché incentrato sulle sensazioni del vento. Lui, senza saperlo, ha un potenziale enorme essendo probabilmente l’unico in Italia a offrire questo servizio». Damiano rientrerà a Londra in inverno, per rendicontare all’università del buon esito della sua iniziativa e chiedere un nuovo finanziamento per espanderla. «Esportare il modello fuori dalla Sicilia? Penso proprio di sì. In teoria vorrei stare qui per non più di 3-4 mesi l’anno. Il progetto sta andando molto bene e spero di aver modo di ampliare il numero di mete accessibili in giro per il mondo».

Articolo originariamente pubblicato sul quotidiano “La Sicilia” del 26/08/2013.

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