Apprendiamo dai quotidiani nazionali che lo sbarco di clandestini avvenuto tra Catania e Riposto il 21 marzo 2011 sia stato possibile grazie allo sforzo di due pescatori, Salvatore e Massimo Greco, padre e figlio che, indossata la veste del tour operator, avrebbero organizzato, non senza la collaborazione del “franchising” ben più importante del Clan mafioso dei Brunetto viaggio e servizi per 135 egiziani.

Se solo le forze dell’ordine italiane non ci avessero messo lo zampino si sarebbe trattato di un “servizio tutto compreso”: viaggio, trasbordo sulla “Felice” (imarcazione di proprietà dei due pescatori), sbarco e trasporto fino alla destinazione desiderata per la modica cifra di 6000 euro a testa. Condizione sine qua non lasciare i documenti a casa. A sentirla così la storia parrebbe scritta da qualche comico, eppure in un momento in cui il nostro presidente del consiglio è da poco reduce da un glorioso discorso a Lampedusa in cui promette agli abitanti campi da golf, un Casinò, sgravi fiscali e pure un nobel per la pace, nulla sorprende più.

A me, personalmente, pare un po’ improbabile l’idea di una Lampedusa turistica in tempi brevi, se non altro immaginando (ma forse è fertile la mia fantasia) le vacanze del premier nella sua nuova villa, acquistata ieri notte su internet, a fare il bagno tra i cadaveri degli sfortunati che non ce l’hanno fatta a compiere la traversata. E di quelli che ce l’hanno fatta, che ne sarà? L’impressione, tra ondate di xenofobia e paura, è quella di esserci dimenticati del fatto che si tratti di gente disperata, disposta a mettere a repentaglio la propria vita in un viaggio assurdo pur di allontanarsi dall’inferno da cui proviene.

Forse però l’Italia di oggi ha troppa fame, così il sentimento cambia. Anni fa (anche se pure allora non mancarono le polemiche), di fronte agli sbarchi di albanesi a Brindisi la Nazione si impietosiva, oggi, a discapito del tricolore esposto in ogni piazza, le singole regioni giocano allo “scarica barile”: tutti si mostrano solidali all’iniziativa, ma nessuno si opera per fare qualcosa a riguardo. Chi ne esce davvero vincitore, triste dirlo, è la mafia, che incredibilmente (ma forse non più di tanto) si mostra più organizzata dello Stato tanto in politica estera, quanto in quella interna.

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