«Ovviamente, nel corso di quarant’anni, non sono mancate le iniezioni di vitalità, come quelle a opera dei miei collaboratori più giovani, ma Lupo Alberto è rimasto sempre fedele a se stesso». A parlare è il disegnatore Guido Silvestri, in arte Silver, che abbiamo incontrato ieri sera all’inaugurazione della mostra “Lupo Alberto 40 Anni”, visitabile fino al 3 agosto al “Borghetto Europa” di Catania. L’allestimento – curato dallo storico Ferruccio Giromini e promosso nel capoluogo etneo da Sandra Virlinzi e Marco Grasso – è occasione per ammirare alcune tavole, copertine, strisce e ripercorrere la storia del lupo più famoso d’Italia.

Silver, cos’è cambiato in questi quarant’anni?
«Dal punto di vista del fumetto abbastanza poco. I gusti non sono mutati in modo così radicale. A cambiare, piuttosto, è stata la tecnologia e il modo di fare i fumetti: quando ho cominciato c’erano le famose “botteghe”, dove un autore affermato era attorniato da una schiera di giovani, oggi questo ruolo è assolto dalle scuole di fumetto, che molto spesso però lasciano il tempo che trovano, anche perché in assenza di mercato a volte non hanno ragion d’essere».

Una caratteristica peculiare di Lupo Alberto è stato – già negli anni ’90 – il suo andare al di là del fumetto. Quanto questa scelta è stata vincente?
«Fin da quando ero ragazzo, ho sempre guardato con interesse fenomeni come quello dei Peanuts e Disney. Ho sempre sognato che il mio personaggio potesse diventare altro oltre le strisce di un fumetto. Qualche purista ha contestato che Lupo Alberto sia diventato una tazza o un diario scolastico, ma io penso sia il naturale divenire di un’icona di successo».

Nel corso degli anni si è parlato più volte della possibilità di trasformare il suo fumetto in un film per il cinema. Lo diventerà?
«Le sale sono il contesto ideale per dei lungometraggi. Non credo che Lupo Alberto abbia una struttura idonea, in questo senso. In fondo il fumetto nasce come striscia, per gag molto brevi. Una storia più articolata credo lo porterebbe un po’ in sofferenza. Però non escludo la possibilità di realizzare qualcosa per la rete».

Una curiosità per i fan, chi è veramente Beppe?
«Beppe nasce da un equivoco. Nelle prime strisce mi capitava spesso di avere il panico da foglio bianco. Questo lupo era già stato bastonato dal cane, aveva incontrato la gallina, aveva conosciuto l’amica grassa della sua fidanzata e non avevo più idea di cosa fargli fare. Non sapendo come uscirne pensai di fargli spuntare davanti al naso una talpa che, essendo cieca, non lo riconosce e lo scambia per questo fantomatico Beppe, che non s’è mai spiegato chi sia in realtà».

Articolo originariamente pubblicato sul quotidiano “La Sicilia” del 14/06/2014 con il titolo “Buon compleanno Lupo Alberto «Da 40 anni non solo un fumetto»”.

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