«Il nostro principale obiettivo è stato quello di creare un disco senza tempo, minimale e in cui emergesse una meticolosa scelta degli strumenti. Qualcosa con uno spazio negativo». A parlare è Simone Pace, batterista della band Blonde Redhead, che si esibirà per il pubblico catanese oggi (ore 21) al Parco Gioieni in occasione della prima serata dello “Zanne Festival”. Il trio, formato dalla giapponese Kazu Makino (voce e chitarra) e dai gemelli italo–americani Amedeo (voce e chitarra) e Simone Pace (batteria), eseguirà in anteprima alcuni brani dall’ultima fatica discografica, “Barragán”, in uscita il prossimo 1 settembre per l’etichetta inglese “Kobalt”.
«La scelta di questo titolo – continua Pace – è un omaggio all’architetto messicano “Louis Barragán”, la cui opera ci ha molto affascinato. La parola “Barragán”, poi, è particolarmente piacevole da dire e facile da ricordare». Quello che la band ci propone in dieci brani è un disco che, fin dalla prima traccia, si rivela uno dei lavori più maturi della band. Atmosfere ipnotiche si alternano a pezzi dal groove sostenuto e coinvolgente su cui ben si articolano le voci di Amedeo e Kazu. «L’idea di fondo per questo l’album – continua il batterista – ci è venuta due anni fa in Italia. Ci trovavamo in Piemonte, in un posto davvero magico, dove ci siamo trattenuti per una settimana che abbiamo trascorso mangiando, bevendo e scrivendo». Determinante per il risultato finale è stata poi la produzione di Drew Brown, uno tra i più richiesti tecnici del suono sulla scena internazionale: sul suo curriculum figurano album del calibro di “The King of Limbs” dei Radiohead e collaborazioni con “Beck”, “The Books”, Lower Dens, Sandro Perri; con i Blonde Redhead, invece, ha collaborato nel 2010 come produttore aggiunto per la realizzazione di “Penny Sparkle”. «Quando abbiamo iniziato le registrazioni – prosegue Simone Pace – Drew ci ha chiesto di arrivare in studio relativamente impreparati e di improvvisare fino allo sfinimento, cosa che abbiamo fatto. In un certo senso è come se il disco avesse avuto un nuovo inizio».
Finora, le tracce di “Barragán” sono state proposte dal vivo solo agli intervenuti ai concerti del tour asiatico del mese scorso che, ci spiega ancora Pace, sono stati per la band una sorta di “banco prova” del nuovo lavoro. «Si è trattato di esperienze per noi molto utili e interessanti. Il pubblico sembrava ipnotizzato e leggermente confuso, ma è normale. Da parte mia, ogni volta che portiamo live dei pezzi nuovi, c’è un certo senso di “responsabilità”, che viene inevitabilmente recepito dal pubblico. Poi però diventiamo tutt’uno con la musica, e allora quella sensazione si disperde».
L’esibizione di stasera, invece (una sorta di anteprima del tour europeo che partirà da Milano a settembre e toccherà varie città del vecchio continente) è vista dai fratelli Pace come un’occasione per rivedere la terra che ha dato loro i natali: «tornare in Italia è per noi sempre un piacere, oltre che un modo di riconnetterci di nuovo con le nostre origini, che sono in noi profondamente radicate. Del resto qui abbiamo la nostra famiglia». Sul palcoscenico della kermesse catanese avremo modo di ascoltare stasera anche il set degli inglesi “Toy”. Il gruppo, formato da Tom Dougall (voce e chitarra), Dominic O’Dair (chitarra), Maxim “Panda” Barron (basso), Charlie Salvidge (batteria) e Alejandra Diaz (tastiere) propone un mix di shoegaze, psichedelia e krautrock. Il loro secondo album, “Join The Dots” del 2013, è stato molto apprezzato da pubblico e critica consacrando di fatto la band come una delle più importanti promesse dell’ambito indie-rock internazionale.

Articolo originariamente pubblicato sul quotidiano “La Sicilia” del 18/07/2014 con il titolo “Barriti rock dal Zanne Festival”.

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