Torino in tasca, dalla posizione degli autobus in tempo reale alla disponibilità dei parcheggi, dal pronto pizza più vicino alla guida dei principali musei: oggi la città diventa 2.0.

Immaginiamo di trovarci in Piazza San Carlo e di voler utilizzare [TO]bike, il servizio di bikesharing della Città. Uno sguardo allo smartphone e scopriamo che il punto più vicino è quello di via Gobetti. Il sistema ci dice anche quanti sono i mezzi disponibili e come arrivare alla stazione di scambio. Decidiamo quindi di fare un giro per ammirare la città illuminata dalle “Luci d’artista”, un’applicazione ci proporrà un percorso a partire dalla nostra posizione. Restituita la bici saliamo in macchina, il telefonino ci fornirà quindi la mappa della Ztl per evitare che una piccola distrazione si trasformi in una multa assicurata. Fino a non molto tempo fa tutto questo sarebbe sembrato impossibile, ma oggi, per citare uno slogan che ha reso miliardi alla Apple, “C’è un’app per tutto”.

Il prof. Luca Console, ordinario dell’Università di Torino

Quella che stiamo vivendo è una rivoluzione, che influenza anche la nostra vita quotidiana. In fondo è una storia che si ripete: dapprima ci sono i pionieri, coloro che sperimentano, osservati dalle masse con curiosità (più spesso con diffidenza). Sono queste persone a dare il via al cambiamento, inventando cose nuove per le proprie esigenze quotidiane. Nascono cosìi primi progetti sviluppati “dal basso”: Torino Bus ad esempio, un applicativo per iPhone e Android che fornisce dati in tempo reale sul servizio trasporti torinese, comunica il minuto esatto in cui l’autobus che ci serve arriverà alla fermata più vicina, indica la strada per arrivarci e mostra il percorso che il mezzo seguirà. Nascono, sullo stesso stampo, la mappa Ztl Torino e Autovelox Torino, che usa i dati forniti dal Comune per indicare le vie dove verranno effettuati gli accertamenti. Il passo successivo avviene poco dopo, quando il settore inizia a diventare più integrato con la vita quotidiana, ed è la pubblica amministrazione stessa a interessarsene. Il Comune di Torino ha presentato i-TO, applicazione ufficiale con notizie, informazioni ed eventi dai siti della Città.

Così a sommarsi alle realtà “indipendenti” di cui si parlava sopra sono altre app, ad esempio EcoGeo che localizza i distributori a basso impatto ambientale, i centri di smaltimento rifiuti e i punti comunali di distribuzione acqua più vicini. In un’ottica strettamente legata al turismo, invece, l’esempio più significativo e premiato di questo sistema è il sito di museoTorino. Qui la città, intesa come museo di se stessa, rende fruibili i propri patrimoni, raccolti in modo partecipato, attraverso l’incrocio delle nuove tecnologie: dal web semantico (che distingue i termini di una ricerca in base al loro significato nel contesto) all’app per iphone risorgimenTO, che pro pone percorsi di visita mediante la tecnologia della realtà aumentata. In pratica si guarda a ciò che ci circonda attraverso la videocamera del telefonino; sul display appariranno informazioni, itinerari, eventi e personaggi in relazione ai luoghi inquadrati.

I suggerimenti verranno poi inglobati dal prodotto e condivisi con gli altri utenti». I produttori, invece, possono usare WantEat come risorsa per apprendere le abitudini dei propri consumatori e scoprire chi ha “fatto amicizia” con i loro cibi. «Il fine è da un lato quello di propagandare la cultura locale, dall’altro quello di accorciare le filiere». L’app è ancora in fase sperimentale, una versione più estesa verrà presentata al Salone del Gusto 2012, poi si studierà sia l’applicabilità del principio ad altri ambiti, sia la sua commerciabilità. Riguardo al futuro della nostra esperienza cittadina Console ha comunque le idee chiare: «Vorremmo un’innovazione che coinvolga senza sconvolgere. Questi strumenti sono preziosi e potrebbero trovare sviluppo soprattutto in territori scarsi di risorse promozionali».

Ed è proprio in ambito promozionale e commerciale che questo mondo trova la sua vera attenzione. Se ancora oggi si sperimentano nuovi modi di approcciare la vita quotidiana, format più semplici sono già entrati nell’uso comune. Nell’ambito della ristorazione, ad esempio, i primi a proporre una propria app qui a Torino sono stati “Lentini’s” e “La Pista del Lingotto”. Magari non saranno applicazioni complesse come quelle descritte sopra, ma sono simbolo inequivocabile del fatto che le regole del gioco sono cambiate: ora non ci resta che giocare.

Articolo originariamente pubblicato su “La Repubblica” del 24/12/2011

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