«Quelli che sono trascorsi sono stati dieci anni intensi e pieni di speranza. Oggi alcuni dei bambini che frequentavano l’oratorio sono cresciuti: in molti lavorano e si sono realizzati. Ciò dimostra l’importanza di scommettere sulle periferie e dà tanta speranza alla nostra missione». A parlare è Suor Lucia, responsabile dell’Oratorio Centro Giovanile “Giovanni Paolo II” di Librino. Qui, dove a imperare è il degrado urbano e sociale, l’Oratorio da lei gestito assieme ad altre “Figlie di Maria Ausiliatrice” rappresenta una vera e propria oasi di speranza per molti giovani che vi trovano valori e prospettive per il futuro.

«Per celebrare il decennale d’attività del centro si è svolto ieri il convegno “La sfida educativa nelle “periferie”, durante il quale è stato anche presentato il volume “La Città dei Valori”, una raccolta di scritti dei ragazzi dell’oratorio.

Suor Lucia, Responsabile dell'Oratorio "Giovanni Paolo II" a Librino
Suor Lucia, Responsabile dell’Oratorio “Giovanni Paolo II” a Librino

«Questo libricino – continua Suor Lucia – la dice lunga sul fatto che anche in luoghi come Librino si possano celare talenti straordinari. Una verità che troppo spesso la nostra società sembrerebbe aver dimenticato». Il tema della “città dei valori”, ci spiega ancora, è nato due anni fa durante il Grest (Gruppo Estivo) e si caratterizza come una sorta di autobiografia del gruppo. «Si tratta di storie nate giorno per giorno. Col tempo le abbiamo limate e modificate interpretandole in un significato più profondo. Del resto, tutto ciò che viviamo quotidianamente ha un senso divino: nulla accade per caso».

Tra gli autori del volume abbiamo incontrato Orazio, “Grestino” da dieci anni e animatore da quattro presso il “Giovanni Paolo II”: «Ho vissuto un’esperienza davvero incredibile, che mi ha portato a vivere tante emozioni. Non tutte sono state positive, perché non sono mancati momenti di difficoltà e le delusioni, ma se è vero che ciò che conta è il risultato, vedere i ragazzi assumere una visione diversa del mondo è stato davvero impagabile».

Ad impreziosire il volume “La città dei valori” sono alcune illustrazioni curate dai detenuti dell’Istituto Penale per Minorenni “Bicocca”, un luogo purtroppo definito dalla stessa Suor Lucia «quasi una succursale dell’oratorio». Si tratta d’immagini che reinterpretano lo stesso tema che ha guidato gli scritti, mostrando una Librino ideale, immaginifica e colorata. «I disegni – ha spiegato Maria Randazzo, direttrice dell’IPM Bibocca – rappresentano il quartiere non per come lo vediamo noi, ad esempio con lo squallore del “palazzo di cemento”, ma per come appare attraverso gli occhi di chi lo vive, per ciò che potrebbe diventare». La direttrice si è poi soffermata sull’importanza di dare un’opportunità di redenzione e futuro ai giovani detenuti. «Tutte le attività che facciamo hanno lo scopo di creare un’occasione formativa da continuare una volta finito il periodo detentivo. Alcuni ragazzi hanno l’opportunità di lavorare al mattino, altri stanno studiando. Uno di loro ha perfino cercato di iscriversi a scienze infermieristiche e, sebbene non sia riuscito a superare i test di ingresso, ha acquistato dei corsi liberi e sta dando gli esami in attesa di ritentare l’anno prossimo l’accesso. Creare un ponte con la comunità esterna è fondamentale e, in questo senso, le Figlie di Maria Ausiliatrice ci hanno aiutato moltissimo in questi anni: specie nell’aiutare i ragazzi più difficili a instaurare rapporti sociali migliori».

Particolarmente sentito, infine, è stato l’intervento di Don Giuseppe D’Aleo, parroco a Mazzarino, da dove suor Lucia si è trasferita dieci anni fa. «La mondanità – ha spiegato – vede in posti come questo un avamposto di civiltà e un impegno. Per noi cristiani, tuttavia, esso è molto di più: rappresenta l’immagine della normalità. Non tutti gli oratori delle periferie esistenziali riescono nei loro intenti. Alcuni diventano centri polivalenti vuoti, scarabocchiati con dei colori ma senza una vera anima. A rendere speciale questo è invece il potere della condivisione, che riesce a dare agli emarginati il gusto della vita bella».

articolo originariamente pubblicato su “La Sicilia” del 14/05/2015

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